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domenica 25 agosto 2013

PARLIAMO DI...VINO. QUELLO "PROIBITO".

Uno degli argomenti che formano oggetto di lunga e piacevole discussione tra quanti amano il vino riguarda la produzione nelle nostre campagne di vini “proibiti”, cioè di vini dei quali è vietata la commercializzazione e, soprattutto il loro uso.
Essi esistono, ma non per la legge, anche se le disposizioni in materia, come vedremo, sono poco chiare. Esistono, certo, ma guai a chiamarli vini ed è assolutamente vietato tenerli in luoghi pubblici, come osterie, enoteche, trattorie, ristoranti e loro cantine.
Eppure sono “vini” piacevoli, li si beve con gioia, avendo alcuni un’inconfondibile dolcezza e un sapore così allettante da piacere anche ai bambini.
Ma sono vietati dalla legge. Anzi, non possono neppure essere chiamati vini. Perché?

La storia

Andiamo un po’ indietro nel tempo e vediamo la storia di questi “vini-non-vini”.
Poco dopo la metà dell’800, e precisamente ad iniziare dal 1858, arrivò accidentalmente in Europa, attraverso la Francia, un afide, cioè un minuscolo insetto parassita della vite, denominato Fillossera (Viteus vitifolii), proveniente dal Nord America, che si diffuse con sorprendente velocità in tutte le zone viticole del Vecchio Continente, dimostrandosi esiziale per le viti.
Il ciclo vitale di questo minuscolo insetto parassita passa attraverso diversi stadi e nell’arco di un’estate si susseguono sei o sette generazioni analoghe di queste femmine senza ali. All’avvicinarsi della stagione fredda, le forme giovanili si rifugiano sulle radici producendovi delle galle, cioè delle escrescenze nelle quali sono depositate le uova di questi afidi.

Verso la fine dell’estate e in autunno alcune di queste gallecole radicicole danno origine a femmine alate che sfuggono dal terreno e volano sulle piante vicine, deponendo uova da cui si svilupperanno gli individui sessuati. A questo punto il ciclo si ripete.
Il problema non fu subito compreso, essendo del tutto nuovo e imprevisto, ma si assistette pressoché impotenti al progressivo diffondersi di questa tragedia che colpì la viticoltura europea e italiana.
In Italia la Fillossera comparve nel 1879, identificata nelle province di Como e di Milano e l’anno dopo fu identificata in Sicilia, nelle viti coltivate nelle province di Caltanisetta e Messina.
Durante il suo progressivo espandersi nella penisola italiana la Fillossera distrusse due milioni di ettari di vigneti.
Le radici della vite europea, a differenza di quella americana, sono infatti sensibili alle punture della Fillossera ed è per questo che una buona parte del patrimonio viticolo italiano andò allora in rovina.
A causa di questo afide, i tessuti radicali subiscono una grave disorganizzazione, aggravata, come abbiamo visto, dai successivi insediamenti di microrganismi patogeni. La pianta deperisce notevolmente e quindi muore.
Il gravissimo problema della Fillossera diede luogo sul finire dell’800 alla promulgazione di tutta una serie di misure contenitive e di lotta, dimostratesi però inefficaci. Il fatto è che si voleva a tutti i costi e a buon diritto conservare le viti che già c’erano e, a questo fine, furono compiuti molti tentativi andati però a vuoto.

Finalmente il problema venne risolto mediante l’innesto della vite europea, produttrice di vini di qualità, su piede cioè su radice di vite americana o di suoi ibridi, resistenti agli attacchi della Fillossera e tale metodo è tuttora di generale applicazione.
Ci vollero però molti anni per trovare questa soluzione, che fu ed è certamente onerosa, poiché richiede la creazione di barbatelle con portainnesti da viti americane e per ottenerne in numero sufficiente per ricreare il patrimonio viticolo che era andato distrutto ci volle del tempo oltre al lavoro di molte persone.

Un tentativo ben riuscito

Compiendo gli studi necessari per capire come risolvere il problema, si era dunque scoperto che le radici delle viti che allignavano oltreoceano, in particolare nel Nord America, non risentivano degli attacchi della Fillossera: erano come vaccinate.

Ma quelle viti erano selvatiche, non appartenevano alla specie “europea” detta anche “vinifera”, ma appartenevano alle specie “labrusca”, “riparia”, “silvestris”, “rupestris”, “berlandieri”, ecc. e producevano grappolini insignificanti, non adatti alla vinificazione, la cui produzione sarebbe stata comunque assolutamente non remunerativa dal punto di vista economico.

Tuttavia, incrociando fra loro due di queste specie selvatiche, o una specie selvatica americana con la vitis vinifera europea e coltivando la pianta ottenuta con adeguati sostegni e regolari potature, come si faceva da sempre con le viti europee, si ottenevano delle viti che producevano dei grappoli che permettevano di produrre un vino ben diverso da quelli tradizionali europei, ma per nulla disprezzabile e, a volte, addirittura molto piacevole.


Il Fragolino
Una di queste nuovissime viti (in verità nuovissima per L’Europa) venne chiamata “Isabella”.

Si tratta di un vitigno nato dall’incrocio, probabilmente spontaneo, della Vitis vinifera per la Vitis Labrusca, quindi da due specie diverse, perciò correttamente chiamato “ibrido”, capace di produrre direttamente, quindi senza innesto di radici americane, come già le vecchie viti europee e perciò definito “produttore diretto”, per cui la definizione tecnica di questo vitigno è “Ibrido Produttore Diretto”.

L’uva ottenuta, a bacca rossa, risultò dolce e così il vino, con un netto e forte sapore di fragola di bosco.
Ecco, appunto, la nostra famosa uva fragola (detta anche Uva americana, Isabella, Raisin de Cassis).

Questa è la più antica vite americana, introdotta in Europa ben prima che sorgesse il problema della Fillossera e ascrivibile alla specie linneana Vitis Labrusca, incrociata con la Vitis vinifera e la sua area di origine è stata individuata nella zona del Lago Ontario. In Francia si hanno le sue prime notizie nel 1820 e in Italia nel 1825, quindi molto prima dell’interesse per gli Ibridi Produttori Diretti, ottenuti solo alla fine dell’800 per contrastare la diffusione della Fillossera e della Peronospora che stavano in quegli anni distruggendo i vigneti in tutto il Vecchio Continente. E proprio l’introduzione di questa vite in Europa sembra sia stata il veicolo che ha trasportato al di qua dell’Atlantico il flagello della Fillossera. All’inizio la diffusione del vitigno Isabella fu molto lento, suscitando un certo interesse per la sua rusticità e la naturale vigoria vegetativa, ma il gusto foxy, cioè selvatico, del vino prodotto non era molto apprezzato. Tuttavia, quando la Fillossera iniziò a dilagare fu giocoforza ricorrere a questo vitigno che non era colpito dal terribile afide, distruttivo delle radici e, conseguentemente, dell’intera pianta.
Il vino che se ne produce, detto Fragolino, ha un particolare aroma di fragola che i francesi chiamano framboisier o cassis e gli anglosassoni foxy (volpino). Questo aroma intenso di fragola di bosco in passato non è stato molto apprezzato, ma da un po’ di tempo il Fragolino sta trovando un numero crescente di estimatori, perché è un vino leggero e molto profumato, dall’originale e caratteristico sapore foxy. Mantenuto adeguatamente dolce risulta molto gradito, soprattutto a fine pasto e fuori pasto, anche ai consumatore non abituati ai consumi alcolici. Attualmente se ne produce ancora in alcune aree italiane e si presenta nelle forme tranquillo e frizzante.
 
 
 
 
 
 

Altro vitigno Ibrido Produttore Diretto, molto resistente agli attacchi della Fillossera,
è il Clinton, anche questo originario degli Stati Uniti d’America, un vitigno che ha preso il nome dalla città di Clinton, nello Iowa. Il Clinton, chiamato anche Clinto, Crinto, Grinton, U Grintu, è stato l’Ibrido Produttore Diretto più noto e più diffuso in area veneto-friulana, e dalle sue uve si ottiene un vino rosso assai piacevole. Un tempo il Clinton era diffuso in varie regioni d'Europa ma attualmente è quasi scomparso e, come abbiamo già ricordato, godette in passato di grande diffusione ed è ancora assai popolare tra i suoi conoscitori. Questo vino ha bassa gradazione alcolica, il che lo rende di difficile conservazione, oltre la primavera dell’anno successivo alla vinificazione ed ha un colore violaceo intenso che lascia una traccia densa nelle bottiglie e nei bicchieri e una macchia particolare nelle tovaglie.
Il Clinton è un incrocio tra la
Vitis labrusca e la Vitis riparia e, una volta vinificato con le tecniche tradizionali, presenta un problema non da poco: si arricchisce di alcool metilico, sostanza che, se assunta in abbondanza – ma bisognerebbe berne ettolitri - provoca danni al nervo ottico e alla retina per le interazioni che provoca al sistema nervoso
.
Soffermiamoci un po’ su questo vino, assai diffuso in Italia fino dopo la metà del secolo scorso. Si tratta di un vino aspro, intenso, quasi grezzo e dal colore rosso intensissimo che lascia macchie ovunque lo si versi. È un vino unico, inconfondibile, dal gusto forte e particolare, profumatissimo, di color rosso molto intenso, cupo/violaceo, proverbiale anche per macchiare in modo indelebile la ceramica bianca delle tazze in cui veniva versato. Tecnicamente, in senso stretto, è anche difficile poterlo definire vino: la sua qualità è abbastanza scarsa, la gradazione alcolica molto bassa (6-8° in volume) e la naturale conservabilità non va oltre l’inverno. La massima diffusione di questo vitigno si è avuta nell’ultimo dopoguerra, verso gli anni 50-60 del secolo scorso, poi è andata progressivamente diminuendo, anche se non è scomparso. Tradizionalmente era il vino che si beveva nelle case di campagna in autunno-inverno in attesa che il vino buono (quella ottenuto dalle viti tradizionali) maturasse. Per il suo gusto deciso, fortemente acidulo e molto aromatico, si accompagnava molto bene nelle nostre aree alla frutta secca, alla zucca al forno, alle castagne arrostite, alle patate dolci.
Altro vitigno abbastanza diffuso in passato è il Bacò, un Ibrido Produttore Diretto, ottenuto dall’incrocio di Vitis Vinifera per Vitis Riparia. È originario della Francia, ottenuto probabilmente nei vigneti sperimentali dell’Università di Montpellier e il suo nome, secondo alcuni, si riferirebbe a Bacco, l’antico dio romano del vino. È però vero che il tecnico che ha selezionato questo ibrido si chiamava proprio “Baco” e la varietà ottenuta fu chiamata Baco noir. La storia di questo vitigno, poi, è molto simile a quella del Clinton col quale condivide la zona di tradizionale insediamento e, soprattutto, la bassa qualità del vino.
Tra gli Ibridi Produttori Diretti di prima generazione è uno dei pochi nel quale non è presente la Vitis Labrusca ma la Vitis vinifera europea, i cui caratteri più gentili sono, infatti, ben evidenti, confrontando questo vino con altri ibridi, come Isabella, Clinton, Oberlin, ecc. Abbiamo già ricordato che si tratta di un vino leggero, dal gusto particolare, con fondo dolciastro e di corta vita. Prodotto in piena estate, non regge a lungo le temperature elevate e soprattutto gli sbalzi termici che già a settembre possono essere notevoli. Praticamente, con l’arrivo dell’autunno, il Bacò era già finito e l’ultimo bevuto non lasciava rimpianti.
Altro celebre vitigno ibrido produttore diretto ottenuto incrociando un clone della Vitis Lambrusca x un clone della Vitis riparia è il Noax, conosciuto anche come Fragolino bianco o, più correttamente, Clinton bianco. La pianta è molto simile al Clinton, con tralci esili, numerosi e vigorosi, foglie larghe e molto abbondanti. Anche la qualità di questi vino è abbastanza scadente: bassa gradazione, elevato contenuto di metanolo, forte aroma e sapore foxy (Volpino). Come accennato, è considerato un “fragolino bianco”, possiede una sua piacevolezza e, forse anche perché una vera rarità, è ricercato dagli amatori.

La strana storia dei vini proibiti

Oltre agli Ibridi Produttori Diretti prima ricordati – l’Isabella o Fragolino rosso, il Noax o clinton bianco e il Clinton, furono creati e diffusi anche altri ibridi e cioè l’Oberlin (ibrido tra la Labrusca e la Vinifera), l'Elvira e il Taylor, (ibridi tra la Labrusca e la Riparia), lo York-Madeira (Labrusca x Aestivalis), l'Othello (Labrusca x Riparia x Vinifera), lo Jacquez e l'Herbemont (Aestivalis x Cinere x Vinifera), questi ultimi privi del sapore foxy.
Come ben sappiamo, tutti questi vini sono non sono commerciabili, perché sono “vini non vini”, la legge, infatti, vieta di chiamarli vini, perché solo il succo fermentato del frutto della Vitis vinifera può essere, per la legge, chiamato vino.
Vediamo, allora, perché hanno subito questa condanna.
Il dilagare di questi ibridi produttori diretti, troppo spesso considerati la soluzione nazionale al problema vinicolo al tempo della Fillossera, portarono a una sovrapproduzione di vini scadenti e alla percezione del pericolo che rappresentavano per la qualità del prodotto.
Fu allora che intervenne il legislatore con la legge 23 marzo 1931 n° 376 che vietava, diceva testualmente, "la coltivazione dei vitigni ibridi produttori diretti" salvo che nelle province in cui gli organi ministeriali "ne riconoscano l'utilità" e con modalità da stabilirsi con decreto ministeriale. Tale legge non riguardava tuttavia l'uva fragola, considerata allora non un ibrido ma figlia unicamente della vitis labrusca, ma pochi anni dopo, con la legge 2 aprile 1936 n° 729 venne estesa la norma anche ad essa stabilendo che il divieto si applica "anche alla coltivazione del vitigno Isabella (vitis labrusca) sotto qualunque nome venga qualificata. Tale coltivazione è peraltro ammessa anche fuori dei limiti stabiliti, nei casi nei quali risulti accertato che è fatta solo allo scopo di produzione di uva destinata al consumo diretto".
Per consumo diretto doveva ovviamente intendersi sia il consumo come uva da tavola che la sua vinificazione.Queste norme vennero poi riprodotte nel Testo Unico del Regio Decreto 16 luglio 1936 n° 1634. Le disposizioni appena viste non sono mai state applicate con molta rigidità e sia l'uva fragola che gli altri ibridi produttori diretti hanno continuato ad essere coltivati. Né il Ministero ha mai emanato i decreti che avrebbero dovuto disciplinarne la coltivazione.
Si può quindi concludere che, a parte il divieto teorico della coltivazione e privo di sanzioni (salvo ovviamente quella patrimoniale di non poter chiedere contributi per l'impianto di coltivazioni di uva fragola o di Clinton o di Bacò o di Noax!), nulla impediva all'epoca di coltivare uva fragola, di venderla e di vinificarla.
Si può anche concludere che il legislatore non ha mai inteso vietare il vino di uva fragola per il fatto che esso contiene una percentuale superiore alla media di metanolo, come è invece opinione diffusa tra i profani.
Ma veniamo ora a nostri giorni.
Meno favorevole ancora è la situazione del vino prodotto con queste uve, a partire dal 1965. L'art. 22 DPR 12 febbraio 1965 n° 162, proibiva, senza tanti fronzoli di parole, la vinificazione di uve diverse dalla vitis vinifera; però subito, a seguito delle proteste dei coltivatori, interveniva il legislatore a correggere la legge; così l'art. 1 della legge 6 aprile 1966 n. 207 stabiliva che "sono vietati la detenzione a scopo di commercio ed il commercio dei mosti e dei vini non rispondenti alle definizioni stabilite o che abbiano subito trattamenti ed aggiunte non consentiti o che, anche se rispondenti alle definizioni e ai requisiti del presente decreto, provengono da vitigni diversi dalla vitis vinifera, eccezion fatta per i mosti ed i vini provenienti da determinati vitigni ibridi, la cui coltivazione potrà essere consentita con decreto del ministro per l'agricoltura e le foreste in relazione alle particolari condizioni ambientali di alcune zone ed alle caratteristiche intrinseche dei vitigni stessi…
Si intendono detenuti a scopo di commercio i mosti o i vini che si trovano nella cantina o negli stabilimenti o nei locali dei produttori e dei commercianti".
Ci vuol poco a comprendere che il legislatore, secondo un uso ben consolidato, non sapeva bene di che cosa stesse parlando e perciò si è rifugiato in una espressione generica (vitigni ibridi) che nulla dice e che demanda tutto a decreti ministeriali che possono concernere sia ibridi produttori diretti, sia ibridi di altro tipo, sia l'uva fragola, di cui non si sa bene se sia o no un ibrido, ma che senz'altro il legislatore voleva salvaguardare, visto che esso era proprio il prodotto principale per cui era stata sollecitata la correzione della legge! La legge però contiene un notevole miglioramento della situazione giuridica del fragolino: mentre la legge del 1936 ne consentiva solo l'uso diretto, tale limitazione è sparita nella legge del 1966 la quale autorizza, alla sola condizione della preventiva autorizzazione, la coltivazione della vitis labrusca, senz'altra limitazione e quindi anche al fine di vinificarla e di porla in commercio.
Da come è formulata la norma (molto male!) si deduce anche che è impossibile ravvisare una sanzione a carico di chi vinifichi uva fragola senza autorizzazione sia che lo faccia per uso proprio sia al fine di porlo in commercio. Non può applicarsi la norma che vieta di porre in commercio vino non proveniente dalla vitis vinifera perché è il legislatore stesso a consentire la vinificazione e la detenzione del relativo prodotto a scopo di commercio; non si può punire la coltivazione senza autorizzazione perché nessuna sanzione è prevista.
Stando alla lettera della legge non parrebbe neppure vietato di chiamare il fragolino "vino", anche se ragioni di cautela (essendo il termine "vino" riservato, come abbiamo visto, al prodotto della vitis vinifera anche in norme comunitarie) consigliano di evitare ciò e di chiamarlo solo "fragolino" o "bevanda a base di uva fragola".
Quindi, a partire dal 1966 l'uva fragola poteva essere coltivata per produrre uva destinata al consumo diretto, non vi è alcuna sanzione per chi vendeva l'uva fragola come uva da tavola, la vinificazione dell'uva fragola è consentita, era consentito porre in commercio il prodotto della vinificazione dell'uva fragola.
A seguito dell'entrata in vigore di normative europea, la situazione giuridica è stata ulteriormente modificata. Il Regolamento n. 822/1987 del 16 marzo 1987 ha fissato l'elenco dei vitigni che possono essere utilizzati per la produzione di prodotti vinosi; in esso si prevede una deroga temporanea per gli incroci interspecifici (ibridi produttori diretti).
Infine il Regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, all'art. 19, ha stabilito che:"1. Gli Stati membri compilano una classificazione delle varietà di viti per la produzione di vino. Tutte le varietà classificate appartengono alla specie Vitis vinifera o provengono da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis. La classificazione non può applicarsi alle varietà seguenti: Noah, Othello, Isabelle, Jacquez, Clinton e Herbémont.
2. Nella classificazione gli Stati membri indicano le varietà di viti atte alla produzione di ciascuno dei v.q.p.r.d. prodotti nel loro territorio. Tali varietà appartengono alla specie Vitis vinifera.3. Soltanto le varietà di viti menzionate nella classificazione possono essere impiantate, reimpiantate o innestate nella Comunità per la produzione di vino. La restrizione non si applica alle viti utilizzate a scopo di ricerca ed esperimenti scientifici.
4. Le superfici piantate con varietà di viti per la produzione di vino non menzionate nella classificazione devono essere estirpate, tranne nei casi in cui la produzione è destinata esclusivamente al consumo familiare dei viticoltori."
Questa disposizione, che ribadisce la possibilità di coltivare la vitis labrusca per il consumo diretto, non avrebbe inciso più di tanto se il legislatore italiano, con la legge 4 novembre 1987 n° 460, che convertiva il D.L. 7-9-1987 n° 370 non avesse stabilito l'obbligo di estirpare le viti proibite, pena la rimozione d'ufficio a spese del coltivatore (art. 4) e non avesse comminato la pena della multa da lire 210.000 per ogni quintale di mosto o vino prodotto con uve diverse da quelle consentite da regolamento europeo del 1987 e detenute a scopo di commercio, posto in vendita o somministrato, pena comunque non inferiore a lire 1.200.000.
La legge si è dimenticata del tutto della coltivazione dell'uva fragola da utilizzare come frutto per la distillazione di acquaviti. Non esiste ragione al mondo di vietare questo impiego ed è evidente che la legislazione, nella sua preoccupazione, ormai superata, di vietare la coltivazione del vitigno andrebbe interamente rivista: se si vuole (o si deve per obblighi comunitari) mantenere il divieto di vinificazione per uso commerciale,si deve però riconoscere che l'uva fragola è un frutto come un'altro che è insensato non coltivare.
Perché tanto accanimento?
La legge non spiega perché il legislatore abbia reiteratamente vietato la coltivazione degli Ibridi Produttori Diretti e il commercio del vino da essi prodotto, ma i documenti del tempo lasciano suggerire alcune ipotesi.
Innanzi tutto si affermava che queste uve non si prestavano a una corretta vinificazione e, per di più, c’era la presenza nelle bucce di sostanze tossiche, che, se assunte in dosi eccessive, portavano a seri disturbi fisici. Il Clinton, ad esempio, ha un valore tannitico molto elevato per cui potrebbe addirittura risultare tossico.
In secondo luogo il lasciare libera diffusione agli Ibridi Produttori Diretti avrebbe danneggiato un serio recupero del patrimonio viticolo storico, con perdite irreparabili per la cultura vitienologica europea ed italiana.
Il bello è che si continua su questa strada, per cui lo stato attuale della questione è il seguente:- È consentito coltivare l'uva fragola in tutto il territorio italiano, ma solo "per il consumo familiare dei viticoltori". L'espressione sembra restrittiva rispetto a quella precedente che vietava solo la produzione a scopo di commercio, ma in realtà è praticamente coincidente: il consumo familiare non esclude ovviamente la possibilità di regalarlo ad estranei alla famiglia.
L'obbligo di estirpazione per i vigneti che superano l'estensione richiesta per destinare l'uva ad un uso familiare, sia pure allargato, concerne solo le viti "per la produzione di vino"; non si applica perciò a coltivazioni destinate a produrre uve da tavola.
È punibile chi mette in commercio vino fragolino prodotto da vitis labrusca. Se poi egli riesce a produrlo in altro modo … sono fatti suoi!
Non è punibile chi distilla l'uva fragola..
Ma perché provarci un buon calice di fragolino, di Noax, di un raro Clinton, quando per intossicare il sangue dovremmo berne, diceva l’illustre Tullio De Rosa, il creatore del moderno Prosecco, almeno un ettolitro al giorno?
Attendiamo ora l’entrata in vigore delle ultime norme europee sui vini, quelle che di fatto aboliscono DOC e DOCG per introdurre le DOP e vedremo come saranno trattati i vitigni diversi dalla Vitis vinifera ed i vini da essi prodotti.
Nell’attesa possiamo goderci, dopo cena, un buon bicchierino di Noax.

sabato 10 agosto 2013

venerdì 9 agosto 2013

L'ATTIVITA' DI UN COLLABORATORE STUDIOPIGI RISANAMENTO GESTIONI

Posto questa breve sintesi in quanto diversi potenziali collaboratori hanno giustamente evidenziato che dal blog non si evince chiaramente quale tipo di attività andrebbero a svolgere.
Compito di ciascun collaboratore è quello di contattare bar/ristoranti/pub/locali notturni che lui sa essere in difficoltà per i più svariati motivi e proporre ai loro titolari il "RISANAMENTO DELLA GESTIONE" secondo una metodologia consolidata che da anni porto avanti.
L'attività che porremo in essere innanzitutto sarà di osservazione sul campo della durata di una settimana, durante la quale evidenzieremo ogni lacuna del locale da risanare. Trascorso tale termine consegneremo al cliente un report conclusivo nel quale verrà evidenziata dettagliatamente ogni problematica evidenziata, sia di carattere strutturale (deficit fisici del locale) sia di carattere del capitale umano (sostituzione o aggiornamento del personale, diverse strategie di marketing ecc..) con i correttivi da apportare, che potranno essere o lasciati alla cura del titolare stesso o presi in carico dallo Studio (collaborano con noi figure di camerieri/baristi/cuochi/bartender/pr/dj/animatori/trici/cubiste/performers di burlesque/giocolieri/cabarettisti/spogliarellisti ed altre figure inerenti la mera logistica quali muratori/pittori/idraulici/arredatori ecc...)
Il collaboratore, individuato il locale, prospetterà al potenziale cliente quanto sopra, facendogli intendere la possibilità di incrementare il cassetto giornaliero e ridurre le spese di gestione seguendo le nostre direttive, anticipandogli i costi della consulenza e preparandolo alla firma del contratto con lo Studio.
Il contratto prevede per il cliente una spesa di 1000 euro, di cui 500 anticipate alla firma dello stesso e 500 alla consegna del report conclusivo. Lei ha un margine di trattativa fino a scendere a complessivi 800 euro (400 prima 400 dopo) da cui inizialmente ricaverà 150 in acconto e 150 alla consegna del report; altre remunerazioni seguiranno se il cliente decide di affidare allo Studio le mosse successive (ricerca personale, rifacimento arredi eccetera).
Dopo almeno 5 clienti acquisiti, proporrò al collaboratore un contratto a tempo indeterminato part time in qualità di Responsabile di Studio e Coordinatrice del gruppo di lavorò che si formerà nella sua zona di competenza.
Questo in estrema sintesi.
Per altri chiarimenti contattatemi direttamente. Attendo vostre conferme.
Pietro STUDIOPIGI

giovedì 8 agosto 2013

BERGAMO BRESCIA LE NUOVE FRONTIERE DI STUDIOPIGI

Sono in corso le selezioni di nuovi collaboratori per i settori Infortunistica Stradale e Risanamento Gestioni nelle province di BRESCIA E BERGAMO.
Estesa anche in tutta Europa la ricerca di giovani e performanti animatrici che movimenteranno le serate e le notti di queste due splendide province.....
Segui ogni evoluzione della ricerca e.....BUON FERRAGOSTO A TUTTI!!!!

IL DECRETO "SVUOTA CARCERI" E' LEGGE - L'ENNESIMA COSA INUTILE DI UN GOVERNO INUTILE


Il decreto svuota carceri è legge. Il testo finale approvato in Senato

Ok alle misure alternative al carcere e nuovo piano di edilizia


carceri
Il decreto svuota carceri è legge dello Stato. Questa mattina il Senato ha approvato in via definitiva il decreto decreto-legge 1° luglio 2013, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena. 
La votazione al provvedimento si è conclusa con 195 voti a favore e 57 contrari. Dunque, malgrado le contestazioni – attuate principalmente dagli esponenti della Lega Nord – il provvedimento è stato accolto con largo favore dai banchi di palazzo Madama.
Il testo prevede un allargamento delle misure alternative alla detenzione, in primo luogo nella direzione di lavori di pubblica utilità come pena sostitutiva al carcere in senso stretto soprattutto verso chi si è macchiato di reati inerenti alcool o sostanze stupefacenti.
Le previsioni del decreto oggi convertito in legge sono quelle di liberare 10mila posti letto entro il 2016. Ma non si tratterà soltanto di un “condono mascherato” come è stato accusato da più parti.
Una sezione molto corposa del decreto, infatti, riguarda anche le nuove misure per la realizzazione di nuove strutture adibite alla reclusione dei detenuti. Molti di questi passaggi verteranno sul Commissario straordinario del governo in tema, il quale non dovrebbe percepire alcuna indennità di carica, ma avrà funzioni di coordinamento e di supervisione sulla sostenibilità e l’avanzamento dei progetti sul piano carceri.
A lui, infatti, spetta programmare gli interventi di edilizia penitenziaria, oltre al miglioramento delle strutture ancora esistenti. Parimenti, potrà darà il suo assenso alla costituzione di fondi immobiliari per ampliare gli spazi letto dei penitenziari italiani.
Sul fronte del lavoro dei detenuti, vengono introdotti benefit per quelle aziende che decideranno di assumere un ex detenuto, fino a un massimo di 700 euro mensili di sgravio.
Infine, cambiano i termini entro cui usufruire dei permessi premio, così come della condizione di semilibertà, che verrà concessa in un’unica occasione ai recidivi. Disciplina identica, del resto, che viene prevista per la pratica degli arresti domiciliari.

martedì 23 luglio 2013

IL CLASSICO RUM E PERA

Preparazione del Rum e Pera

Preparare 2 bicchieri shot o da cicchetto, nei quali versare:
1/2 Rum
1/2 Succo di Pera
Bere tutto d’un fiato prima il rum e poi il succo di pera.

Come decorare il Rum e Pera

Decorazione: No

Curiosità:

Questi due cicchetti si compensano l’uno con l’altro, in quanto il sapore del rum che è molto forte ed amaro, viene deliziato col succo di pera, dolce e denso.
I bevitori più esperti, hanno un modo tutto l’oro di bere questo cocktail, ossia prendere i due cicchetti con una mano, utilizzando le dita e versarli direttamente nella bocca in modo da far scendere prima il rum e di conseguenza, successivamente la pera.

LO SHOT

Ci facciamo uno shot insieme? Ecco alcune ricette.


Lo Shot è un tipo di bicchiere molto piccolo, nato per contenere distillati o liquori “lisci”, senza aggiunta di altri ingredienti. La sua capacità varia da 1 a 3 once e viene usato per bere distillati “in un colpo solo” (one shot); da qui deriva appunto il suo nome, Shot.
In Italia viene utilizzato per gustare soprattutto grappe, o digestivi come Amari, limoncello, ecc…
Esistono tuttavia numerosissime ricette, per la verità molto semplici, per arricchire il gusto degli “shottini”, o “chupiti” (vengono così chiamati in molte parti d’italia), alcune sono:
- Vodka liscia con succo di limone
- Vodka al limone con succo di pompelmo
- Vodka alla menta con liquore alla liquirizia
- Vodka alla fragola con sciroppo di granatina
ed ancora e ancora…
La preparazione è molto semplice e simile per moltissimo shot, eccola qui:
- Prendere un Boston Tin o uno shaker
- Mettervi ghiaccio in cubetti, fino a 3/4 del recipiente
- Versare gli ingredienti, con dosi di 1/2 spirito e 1/2 ingrediente secondario
- Shakerare con forza per 20 secondi circa
- Versare nei bicchierini da shot
Vi lancio un’idea vincente…se avete un locale, un’usanza molto simpatica è richiamare i clienti, con un suono forte, per esempio una campanella, ad un certo punto della serata, ed offrire loro vari shot preparati sul momento!

LO SPRITZAPEROL, UNA SCOMMESSA STUDIOPIGI IN CAMPANIA

Lo spritz Aperol è forse la bevanda per l’aperitivo più diffusa in Italia e in molte regioni del nord, soprattutto in Veneto, è una specie di sinonimo di aperitivo. L’azienda proprietaria di Aperol, il Gruppo Campari, sta cercando da alcuni anni di diffondere la bevanda anche in altri paesi, ma con molte difficoltà e scarsi risultati racconta il settimanale americano BusinessWeek.
La storia di Aperol 
La bevanda di colore arancione e dal sapore dolce amaro fu inventata da Giuseppe Barbieri, della distilleria Barbieri di Padova, nel 1919 e venne presentata ufficialmente alla prima Fiera Campionaria di Padova dello stesso anno. L’Aperol originale era ottenuto con una infusione in alcol di arancia, genziana, rabarbaro e altre erbe.
Le prime pubblicità furono realizzate negli anni Venti, con i poster appesi all’interno dei bar e con la campagna dedicata agli sportivi, che puntavano sul suo basso contenuto alcolico. L’associazione tra Aperol e spritz fu successiva e deriva probabilmente dal verbo tedesco “spritzen”, che vuol dire “spruzzare”: la nuova ricetta, lo spritz Aperol, nacque nel 1950 a partire dal tradizionale spritz veneto (vino bianco con seltz): Aperol, prosecco e uno spruzzo di seltz o soda.
Negli anni Sessanta la pubblicità dell’Aperol era tra le più frequenti del programma Carosello, che contribuì a diffondere la bevanda in tutto il paese: nella pubblicità, Lo smemorato, l’attore Tino Buazzelli si portava una mano alla fronte e diceva “Ah, Aperol!”. La strategia comunicativa di Aperol cambiò ancora negli anni Ottanta e per la prima volta apparve la “ragazza Aperol”. Di grande successo fu la pubblicità in cui l’attrice Holly Higgins si tirava su la minigonna per raggiungere in moto gli amici in un bar di Miami, mentre diceva: “Non so voi, ma io bevo Aperol".
Nel 1991 la distilleria Barbieri fu acquistata dalla Barbero 1891 che, a sua volta, nel dicembre 2003 divenne di proprietà del Gruppo Campari: oggi, oltre al marchio Aperol, l’azienda possiede altri marchi di bibite importanti come la vodka SKYY, Cinzano, Wild Turkey e Appleton Estate. L’ultima campagna pubblicitaria televisiva fatta in Italia è stata quella del 2010: era tutta incentrata sulla “socialità” dello spritz, da bere al momento dell’aperitivo. “Street life”, la canzone di Randy Crawford, fu utilizzata poi nella pubblicità nella versione prodotta da Ferdinando Arnò.
Aperol rappresenta oggi l’11 per cento delle entrate del Gruppo Campari, per un valore di 1,3 miliardi di euro. Nel 2012 però – scrive Bloomberg - le vendite sono diminuite rispetto ai dati degli ultimi cinque anni: il calo maggiore c’è stato l’anno scorso in Germania a causa di una battaglia tra l’azienda e Lidl, uno dei principali distributori, sul prezzo di vendita considerato troppo alto: Aperol fu tolto direttamente dagli scaffali dei negozi Lidl e le vendite nel 2012 sono diminuite del 16 per cento.
L’azienda ha deciso così di investire in nuove campagne pubblicitarie, sia in Germania, sia in Austria, ma senza grandi risultati, per il momento. Inoltre ha avviato dei corsi di formazione in Spagna e nel Regno Unito per insegnare a preparare lo spritz come lo si serve in Italia: la bevanda «è molto “social”» ha detto Andrea Canzonato – responsabile marketing di Aperol – «e vogliamo che l’abitudine di riunirsi per l’aperitivo si diffonda anche all’estero».
Come hanno spiegato molti addetti al settore e proprietari di bar, il fatto che l’Aperol non riesca ad essere apprezzato dai consumatori stranieri dipende principalmente da due fattori: Nick Robinson – un esperto di marketing dei bar più alla moda di Londra – ha raccontato a BusinessWeek che il sapore dell’Aperol spritz è considerato troppao dolce. «I consumatori britannici sono abituati a bere birra, da sempre, e non è facile cambiare questo tipo di gusti».
L’altro fattore della mancata diffusione dell’Aperol spritz sarebbe invece di tipo culturale: in alcuni paesi, come la Germania e gli Stati Uniti – viene spiegato sempre su BusinessWeek – l’aperitivo non rappresenta un’abitudine o qualcosa di molto diffuso come invece avviene in Italia. Le vendite di Aperol vanno invece molto bene in Giappone e in Australia, ha detto Canzonato: anche se al momento rappresentano dei mercati secondari, nel 2012 le vendite sono aumentate complessivamente di circa il 45 per cento.
 
Scommettiamo che presto a Caserta tutti berranno lo spritzaperol?
E' una SCOMMESSA STUDIOPIGI!

domenica 21 luglio 2013

COME FUNZIONA L'ACCOMPAGNAMENTO ALLO STUDIO

I compiti dei nostri figli rappresentano sempre più spesso un problema per moltissime famiglie, dove i genitori che lavorano, a volte turnando, non riescono più a dedicare allo studio dei ragazzi il tempo e l'attenzione che meriterebbe. Con le conseguenze che tutti conosciamo.
STUDIOPIGI oggi apre anche nella tua città un angolo dedicato a chi vuole che i propri figli siano seguiti in modo efficace nel delicato percorso scolastico. Alunni delle primarie, delle medie ma anche studenti delle superiori con un massimo per corso di 12 alunni, potranno, a cadenza TRISETTIMANALE e suddiviso in due fasce orarie (14/16,30 e 17/19,30), completare i compiti assegnati seguiti da personale specializzato.
L'ambiente, interamente dedicato ai ragazzi, è dotato di postazione internet sorvegliata e di piccola biblioteca e fumetteria per offrire a chi vuole un po' di svago.
Ogni percorso di assistenza è personalizzato studiando le carenze e le tendenze caratteriali dell'alunno, ma sempre in un contesto socializzante in modo da colmare eventuali deficit ma senza isolare il ragazzo che non si sentirà in svantaggio rispetto i suoi compagni di studio.
STUDIOPIGI lavora a stretto contatto con le famiglie in modo da tenere aggiornati i genitori sui progressi o sulle problematiche dei propri figli.
L'iscrizione, già aperta, è GRATUITA mentre le tariffe mensili sono di euro 130 iva esclusa ad alunno (200 per 2 fratelli).
Per studenti delle superiori i percorsi di studio sono valutati per singola materia.
Vi aspettiamo.
Pietro

ULTIME PROPOSTE STUDIOPIGI PER L'ANIMAZIONE: LE BALLERINE DI SAMBA

Il Carnevale di Rio de Janeiro è noto nel mondo soprattutto per le sfarzose parate organizzate dalle principali scuole di samba della città. Le parate si tengono nel Sambodromo, e sono una delle principali attrattive turistiche del Brasile. Le Scuole di Samba sono grandi e ricche organizzazioni che lavorano tutto l'anno in preparazione del Carnevale. Le parate durano quattro notti, e fanno parte di una competizione ufficiale suddivisa in sette divisioni alla fine delle quali una scuola verrà dichiarata vincitrice dell'anno.
L'animazione brasiliana in Italia si ripropone di portare lo stesso spirito e allegria che si manifesta in Brasile durante il carnevale di Rio. Lo spettacolo si compone in diversi momenti: il programma base prevede, per entrambi i sessi, l'entrata in scena dei ballerini e animatori a ritmo di samba, con il proposito di immergersi nei ritmi brasiliani e coinvolgere la maggior parte del pubblico. L'animazione interagirà con il festeggiato e gli invitati, cercando di coinvolgerli in giochi divertenti e stuzzicanti e in balli di musica latino-americana.
 BALLERINE BRASILIANE AS BRASIL SAMBA SHOW INFOLINE.- 346/6799806. Modello Simple. Powered by Blogger.

I CAMERIERI IMPAZZITI

Se vuoi proporre un tipo d’intrattenimento differente, originale e dal dirompente effetto comico, ho una soluzione che potrebbe fare al tuo caso…
Ecco perché:
se hai un locale, devi animare un matrimonio, una cena aziendale, una festa privata, oppure organizzare l’intrattenimento per una convention, metto a tua disposizione oltre che a Cabarettisti, Maghi e Comici ma anche:
 
<I CAMERIERI IMPAZZITIIIII!!!>
 
I camerieri impazziti sono degli attori comici professionisti che, vestiti con l’uniforme da cameriere del locale dove si esibiscono, fanno finta di essere camerieri veri prestando servizio in sala.
Durante il servizio cominceranno a commettere gaffe, situazioni comiche, clownesche con ritmo ed intensità crescente fino alla fine della cena quando, dopo aver proposto le situazioni più paradossali, getteranno la “maschera” e si riveleranno ai commensali.
Il pubblico ovviamente NON deve essere a conoscenza della presenza dei finti camerieri in quanto si tratta di un tipo di animazione stile “candid camera”.
Questo tipo di animazione è ideale per cene private, cene aziendali, cene in piedi, aperitivi, matrimoni, ma anche per tutte quelle situazioni nelle quali si voglia animare un evento qualsiasi potendo adattare la performance tipicamente clownesca per proporre degli scherzi ai propri ospiti.
Se desideri quindi un preventivo o una consulenza gratuita…contatta STUDIOPIGI.

IL CALCOLO DEL DANNO BIOLOGICO E DANNO DA MORTE

 
L'importanza di determinare il danno è evidente in caso di richiesta di risarcimento per sinistri con lesioni sia leggere che gravi.
Tutte le tabelle di calcolo all'indirizzo:
http://www.studiocataldi.it/newstuosito/biologico/codici-danno.asp 

In caso di morte esistono invece altre tabelle di riferimento:

<iframe src="http://www.studiocataldi.it/danno-morte/danno-da-morte-tuosito.asp" width="530" height="500" scrolling=no frameborder=0> </iframe> 

sabato 20 luglio 2013

E SIAMO SU FACEBOOK!

Ho provato a resistere ma un progetto ambizioso come questo ha bisogno di visibilità....solo che non sono proprio un utilizzatore perfetto dei social network, ci provo.
Vai su facebook, cerca progettostudiopigi e richiedi l'amicizia!!! 
 

PROFILI PENALI NELL'INFORTUNISTICA STRADALE

Molto interessante la pubblicazione di Valentina Manuali che potete leggere a questo link:
http://www.fupress.com/Archivio/pdf%5C4666.pdf

giovedì 18 luglio 2013

PRONTA LA NUOVA SQUADRA STUDIOPIGI SU CASERTA

Sono chiuse le selezioni su Caserta per la ricerca di collaboratori per formazione staff STUDIOPIGI. Le persone contattate, scelte su oltre una quarantina di candidati, sono state già informate delle date dei colloqui che si svolgeranno tra il 29luglio  ed il 4 agosto, in modo da poter cominciare DA SUBITO l'attività dello STUDIO. Tra di essi, nel giro di qualche mese, sarà scelto il/la RESPONSABILE di AREA, al/la quale sarà fatta una proposta lavorativa diversa.
Ai neo collaboratori l'augurio di STUDIOPIGI di intensa e proficua collaborazione.

STUDIOPIGI CERCA SOCIO/A A CASERTA

STUDIOPIGI ricerca socio/a con esperienza nel campo dell'INFORTUNISTICA STRADALE o introdotto nel settore dei BAR E DELLA RISTORAZIONE, dell\'enologia e dell'intrattenimento per locali pubblici per aprire uno Studio di consulenza in CASERTA città che si occupi di INFORTUNISTICA STRADALE, RISANAMENTO GESTIONI ESERCIZI PUBBLICI E ACCOMPAGNAMENTO ALLO STUDIO. L'attività che propongo ha già una sede fisica in provincia di VERONA, opera in diverse province del centro nord ed è in fase di verifica la possibilità di apertura altra sede in PORTO RECANATI. L'investimento richiesto consiste in circa 3500 euro, che scendono a 2500 se si possiedono locali idonei IN CITTA' dove ubicare fisicamente la sede operativa.
Per ulteriori info sull'attività si guardi l'indirizzo progettostudiopigi.blogspot.it
Info e contatti per trattativa riservata agli indirizzi
studiopigi@yahoo.it e pi.giaquinto@tiscali.it.
Il C.T. Pietro GIAQUINTO

domenica 14 luglio 2013

QUALCHE CONSIGLIO SPICCIOLO A CHI RILEVA UN BAR

Aprire o rilevare un locale pubblico (che sia un bar, un ristorante, un pub, una piadineria o una pizzeria) oltre al capitale da investire, ha bisogno dell'IMPRONTA FONDAMENTALE di chi lo rileva. Come per qualsiasi altro lavoro, è l'estro, la fantasia e la mentalità di chi ci opera a fare la differenza.
I primi consigli spiccioli, da osservare in fase di apertura o risanamento, ve li offre STUDIOPIGI.
Prima fase, importantissima, è stabilire quale profilo di cliente si vuole, in relazione al contesto in cui ci si trova. Elena, una cliente dello Studio, prima del nostro intervento, nel suo commento diceva che il suo locale, una caffetteria, era nel centro di una città. Abbiamo fatto assieme un bel giro. Per un paio di giorni ce ne siamo andati ciondoloni a guardare i negozi, entrando in tutti i bar e locali a bere un caffé, un tè, un succo di frutta. A mezzogiorno ci siamo fermati a mangiare un'insalatina, un panino, un secondo. L'obiettivo non era solo guardare i locali, ma osservare, piuttosto, le persone che li frequentano, chi incontriamo per strada, che negozi hanno le vetrine più affollate, cosa vendono e chi frequenta gli store, chi sta seduto sulle panchine e chi fuma facendo due chiacchiere. Che giornali si leggono? Quali sono i cocktail più ordinati? In sostanza, le ho chiesto di entrare nel tessuto sociale di quel microcosmo in cui si accingeva ad aprire, per comprenderne le regole, le consuetudini ed il mercato. Vi garantisco che stare due o tre giorni ad osservare gli altri, magari prendendo qualche appunto, è il miglior investimento per il vostro futuro.
A questo punto, decidete quale cliente volete. Quelli che lavorano negli uffici vicini? I visitatori occasionali del centro? I ragazzi che marinano la scuola? I vecchietti che trascorrono buona parte della loro giornata in centro? Fate la vostra scelta, tenendo conto che il bar deve mirare ad un pubblico preciso. Possono esserci più tipi di clienti, ma uno è quello primario, gli altri saranno secondari.
Seconda fase, rinnovare il locale. Salvo che non si tratti di un bar già famoso e con un suo nome, mai partire senza cambiare tutto. La gente ama i cambiamenti. Il solo fatto di vedere una nuova insegna, un nuovo colore sulle pareti, nuovi visi, nuovi piatti nelle vetrine, porterà nuovi clienti. Le persone non amano cambiare, ma amano i cambiamenti. Siamo incapaci, spesso, di cambiare noi, ma amiamo quando gli altri ci offrono cambiamenti che non ci implicano fatica. Come un bar che cambia look! Certo che sono soldi da spendere, ma spesso per cambiare non serve rifare tutto l'arredamento. Fateci un pensiero.
Promozione, promozione, promozione. Capisco che comprare un passaggio in televisione, alle 20.30, sia un investimento da petroliere arabo, ma ci sono forme decisamente più abbordabili. Alcune locandine messe in punti strategici nell'area circostante il bar, nel raggio di 500 metri, vi faranno notare. Qualche passaggio sulle radio locali più ascoltate. Non costano moltissimo e la resa è garantita. Qualche inserzione sulle riviste più lette, offre altri spunti. Se non avete un sito, fatevelo fare. Un investimento modesto, poche pagine, qualche foto, due o tre simpatiche ricette, i servizi che offrite. Fatevi recensire su qualche portale della città. Sono quasi sempre gratis, tutt'al più pagherete una colazione.
Attivatevi con gli uffici vicini per tentare qualche convenzione. Qualche tavolo garantito, all'inizio dell'attività, è sempre un valido supporto economico. Non ci vuol molto. Basta entrare e chiedere alla centralinista o alla reception. Non vi butterà fuori nessuno. Chi lavora in centro è sempre alla ricerca di novità. Non tutti hanno la mensa interna o la convenzione con quella della banca vicina. A questo proposito, ricordatevi di sottoscrivere gli accordi con i vari gestori di ticket, con il POS, ecc. ecc.
Esistono dozzine di libri, siti, riviste e magazine con suggerimenti su stuzzichini, presentazione dei piatti, idee per mezzogiorno. Tipo maisazi.com, per esempio Leggete tutto! Vi sembrerà di scoprire un nuovo mondo.
Al mattino, oltre all'immancabile caffé, predisponete qualcosa di vostro ed insolito. Fosse anche una marmellata di fichi da assaggiare su un crostino caldo. La gente deve riscordarsi di voi, per qualcosa di caratteristico. Lo stesso discorso vale all'aperitivo, a mezzogiorno ed all'happy hour, se decidete di farlo.
Musica, musica ed ancora musica. Mi raccomando, però. Non scegliete la musica che piace a voi, ma quella che pensate piaccia al cliente dal profilo che vi interessa. Come fare? Beh, siate innovativi. Predisponete una bella cassetta ben in vista all'ingresso, con un moduletto in cui ognuno potrà mettere la risposta a poche e fondamentali domande. Tra cui la musica preferita. Il modulo deve essere anonimo e fatto in modo da essere compilato in 10 secondi, senza dover scrivere quasi nulla, ma solo con spunte su risposte già impostate. Una sola pagina.
I giochi a premio. Tutti li amano. Non immaginate quanti serissimi manager di aziende importanti trascorrono parte del loro tempo giocando online e quanti di loro hanno il tagliandino di riscontro di una "riffa" del bar dell'angolo. L'Italia è una nazione di giocatori. Non scordatelo. Un simpatico cesto, un bel oggetto per la casa, una confezione di un raro cioccolato. Non puntate a guadagnarci. Serve per fidelizzare la clientela, come una vera e propria operazione di marketing. Un nuovo premio ogni settimana. Non servono centinaia di euro. Basta poco, ma rinnovato continuamente, per dare a tutti la speranza di tornare a casa con una sorpresina per il partner.
E poi, per il resto, affidatevi a dei professionisti del settore, professionisti come noi. I nostri collaboratori sono sempre vicini a voi. Quasi in tutta Italia.
A presto.
Pietro Giaquinto e lo staff STUDIOPIGI

COMBINARE ANTICO E NUOVO: OGGI E' POSSIBILE

Si può trasformare un vecchio bar di paese in un bar 2.0? E come farlo senza snaturare l'identità sociale e culturale di una antica piazza, di secoli di tradizione, unendo come per incanto generazioni apparentemente sempre più lontane e divise da un'evoluzione tecnologica senza eguali?
Si può, in tanti lo hanno fatto, molti si preparano al salto: leggete ad esempio la storia di un bar di Basiliano in Friuli cliccando sul link sottostante:

sabato 13 luglio 2013

IL BAR MANAGEMENT

Il Bar manager è una figura professionale nata e sviluppata soprattutto nell’ultimo decennio in tutto il Mondo nelle grandi città, metropoli e centri a grande affluenza turistica a fronte di  investimenti da parte di imprenditori o Joint Venture che, investendo nella creazione di strutture sempre più complesse e all’avanguardia per quanto riguarda ogni tipologia di locale, canale diurno e notturno (con tutte le sfumature del settore),  hanno generato una domanda di lavoro che richiede una  figura professionale avanzata. Questa figura, figlia del binomio di questo decennio sempre più forte che differenzia chi investe (e non è del mestiere) da chi gestisce, supera di gran lunga le figure canoniche che noi tutti conosciamo come barman, camerieri,cuochi, sommelier, addetto alla cassa,etc. ma si avvicinano molto di più a quello che era una volta il buon vecchio titolare del locale,il nostro uomo di fiducia che sapeva fare il suo lavoro e non era caratterizzato da sole capacità direttive; parliamo di colui che si è costruito la propria clientela ed immagine con anni di buon lavoro…ma in chiave moderna.
Servono, ed i signori investitori li vorrebbero tutti e subito, figure altamente qualificate a cui passare il testimone per la gestione operativa dell’attività in oggetto, di grande professionalità e con una visione imprenditoriale della gestione volta alla crescita, con tutte le competenze del caso perché a nessuno piace buttare via soldi.
Il presente raffigura un settore che attira a sé sempre più investitori non del mestiere; sentiamo spesso parlare di aperture di locali o ristoranti da parte di personaggi dello spettacolo, calciatori, star internazionali, manager oppure grandi catene come Hard Rock Cafè,Papa joè,Crazy bull,Roadhouse che aprono attività nel centro di grandi città o porti turistici a ritmi folli(va beh..c’è da dire che ci sono persone altrettanto folli, ricche e prive di idee da pagare questi franchising cifre assurde!).
Persone e società con grandi liquidità investono ma non gestiscono, e chi gestisce allora?chi porta avanti la baracca se fino a qualche anno fa ogni titolare gestiva il proprio locale creato col sudore e il duro lavoro?Ve lo dico io: prendono un cameriere di fiducia, magari quello del loro ristorante preferito e gliene fanno gestire uno; prendono un amico possibilmente sveglio e gliene fanno gestire un altro; prendono uno che dicono in giro che è bravo e gliene danno un altro offrendogli il doppio dello stipendio e facendolo licenziare dal vecchio posto di lavoro.
Adesso la domanda che ci si pone è: chi di questi ha le competenze? chi di questi potrebbe organizzare, programmare, sviluppare, risolvere, e rispondere a domande di settore se non lo ha mai fatto prima?non è un problema nostro direte…giusto.
Ma voi fareste guidare la vostra nave ad una persona a caso, sulla fiducia? Penso di no.
STUDIOPIGI è management studiato su misura per ogni vostro locale, non importa quanto grande sia. Gente semplice, ma giusta per la tua attività. Senza spese folli.
Perché rinunciarci?

DIVERTIRSI AI TEMPI DEL TRISTISSIMO ENRICO LETTA - IL BURLESQUE

Bella, seducente e affascinante ,Dita ha stregato tutti ed ha catalizzato l’attenzione dei media aprendo la sfilata di New York Fashion Week sfilando per beneficenza al Heart Truth’s Red Dress Show.
Dita Von Teese, Brand Ambassador di Cointreau e regina del Burlesque ha precorso i tempi e conquistato il pubblico con la sua arte sensuale che ora dilaga in tutto il mondo.
Cointreau, ha scelto la propria Brand Ambassador sei anni fa in tempi non sospetti, quando ancora il Burlesque era un fenomeno di nicchia e Dita Von Teese, una bellissima performer di uno show ammaliante.
Sensuale, raffinata, tenace e carismatica, la diva ha da sempre rappresentato l’immagine che l’azienda ha sentito come emblematica del proprio universo di riferimento: le donne.
Oggi, a sei anni di distanza dal primo incontro fra Cointreau e la regina del Burlesque non esiste sito internet, social network, programma TV e, negli ultimi tempi, film che non chiami in causa esplicitamente o velatamente il suo bagno nel bicchiere colmo di 
Cointreaupolitan – un fresco cocktail dall’irresistibile colore rosa a base di Cointreau, succo di cranberry e limone – nella rappresentazione del fenomeno Burlesque, impostosi, ormai, grazie a lei, come mania dilagante.
Dal famoso cocktail alla violetta, Cointreau Teese, all’ultima sua creazione, il Cointreaupolitan, ogni nuova collaborazione fra il brand francese e la leggendaria performer sprizza sensualità e magnetismo, imponendosi come vero e proprio ‘must-have’.
E in Italia?
Spopolano corsi e scuole del genere, modelle giovani e non affinano le armi, imponendosi all'attenzione e ritagliandosi così consistenti fette di mercato tra le attrazioni dei locali alla moda d'Italia. Lo dicono le cifre, lo dice la rete, il burlesque "tira", eccome se "tira.....
 

venerdì 12 luglio 2013

FINALMENTE: I FIGLI SONO TUTTI UGUALI

Un figlio è un figlio. Non importa più se è nato all'interno del matrimonio, fuori dal matrimonio, oppure è stato adottato. Non ci sarà più nessuna differenza, da ora in poi. Dai nostri codici legislativi, infatti, scompare del tutto ogni distinguo e rimane soltanto un'unica parola: figlio. Con i diritti uguali per tutti, per qualsiasi aspetto dell'esistenza. Una rivoluzione, visto che oggi in Italia un bambino su quattro è nato fuori dal matrimonio.
Questa legge, già approvata dai due rami del Parlamento alla fine dello scorso anno, avrà adesso il via libera del governo, al quale spettava il compito di dare attuazione a questa legge delega per la parificazione giuridica dei figli.
Il decreto legislativo, proposto dal presidente del Consiglio insieme con i ministri dell'Interno, della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche sociali, d'accordo con il ministero dell'Economia, è stato già esaminato nella riunione del preconsiglio dei ministri che si è svolta ieri e dovrebbe essere approvato definitivamente nella prossima riunione dell'Esecutivo.

Uno dei punti salienti di questa parificazione è senza dubbio quello che riguarda l'asse ereditario. Da ora in avanti i figli nati fuori dal matrimonio, così come quelli adottati, avranno gli stessi identici diritti dei figli che un tempo venivano definiti legittimi.
Ecco quindi che gli effetti successori dei figli di qualsiasi genere varranno nei confronti di tutti i parenti e non soltanto dei genitori.
Nella nuova normativa è prevista anche la sostituzione della nozione di «potestà genitoriale» con quella di «responsabilità genitoriale», oltre alla modifica delle disposizioni di diritto internazionale privato, in attuazione del principio di parità tra figli legittimi e naturali.
La maggior parte degli articoli contenuti nel testo di questo decreto legislativo recepiscono la giurisprudenza di questi anni della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione e vanno a modificare diversi articoli del nostro codice civile.
Fra questi c'è l'articolo 18 del testo (che modifica l'attuale articolo 244 del codice civile) e riguarda i termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità, per cui l'azione del padre e della madre non può essere intrapresa quando sono trascorsi cinque anni dalla nascita. Dopo questo termine, infatti, la norma fa prevalere sul principio di verità della filiazione l'interesse del figlio alla conservazione dello stato.
Poi c'è articolo 53 che non modifica articoli esistenti, ma introduce e disciplina le modalità dell'ascolto dei minori che abbiano compiuto i dodici anni o anche di età inferiore, se capaci di discernimento, all'interno dei procedimenti che li riguardano. In questo caso ci sono state numerose sentenze della Cassazione che hanno sottolineato come «il mancato ascolto dei minori costituisca violazione del principio del contraddittorio e dei principi del giusto processo, salvo che ciò possa arrecare danno ai minori stessi».


STUDIOPIGI avvisa tutti coloro che hanno acquistato IL MANUALE DI PROCEDURA CIVILE di fare attenzione alle modifiche soprattutto in materia di successioni mortis causa.
 

PERCHE' CONSULTARE UN PROFESSIONISTA DOPO UN SINISTRO

Ogni anno in Italia un veicolo ogni dieci rimane coinvolto in un incidente stradale.
Moltissimi accettano la proposta di liquidazione della compagnia assicurativa senza pensare che spesso vi è una differenza enorme tra quanto si ottiene e quanto si potrebbe ottenere con una gestione ottimale del sinistro. Molto spesso le compagnie assicurative cercano di sfruttare a proprio vantaggio la scarsa conoscenza della materia infortunistica dei privati cittadini non riconoscendo pienamente tutte le possibili voci di risarcimento. Il risultato sono risarcimenti troppo bassi a fronte di polizze sempre più care.
Le assicurazioni hanno tutto l'interesse a gestire direttamente i danni isolando il danneggiato.
Le assicurazioni aumentano l'utile tenendo bassi i risarcimenti, i nostro Studio lavora tutti i giorni per aumentarli.
CON NOI LA TUTELA DEI VOSTRI DIRITTI RISARCITORI E'COMPLETAMENTE GRATUITA perchè le nostre spese (ai sensi dell'art. 2043 codice civile) sono poste a carico della compagnia assicurativa. Il servizio è gratuito salvo revoca del mandato, rinuncia al risarcimento o nei casi in cui la compagnia assicurativa abbia facoltà di non riconoscere onorari di patrocinio. Oltre il 99% dei nostri assistiti ha usufruito negli anni dei nostri servizi senza aver avuto un solo euro di costi a suo carico.
UN RISARCIMENTO MIGLIORE IN MINOR TEMPO è il logico risultato di una attenta gestione del vostro incidente da parte del nostro team di specialisti che vi assicurano assistenza personalizzata costante.
Dimenticate burocrazia, raccomandate, tempo perso e arrabbiature. PENSIAMO A TUTTO NOI con un lavoro costante sulla pratica e una profonda conoscenza delle modalità operative delle compagnie d'assicurazione.
In caso di incidente stradale, privato o sul lavoro di qualsiasi entità chiedete quindi una nostra CONSULENZA GRATUITA. Molti usano affidarsi in caso di incidente al proprio assicuratore o all'avvocato di famiglia.
Ma le assicurazioni si sono mai fatte la guerra tra loro? Si è mai visto un debitore che fa il possibile per pagare di più il proprio creditore?
L'avvocato di famiglia si occupa esclusivamente di infortunistica stradale? Noi sì. L'iperspecializzazione porta a risultati migliori, ve ne accorgerete al momento di ritirare il vostro assegno.
STUDIOPIGI vi aspetta, provare per credere!!!

RICERCA COLLABORATORI IN TUTTA ITALIA

STUDIOPIGI è alla ricerca di collaboratori/trici con voglia di guadagnare divertendosi; gente creativa, fantasiosa, estrosa, iperattiva, disposta a viaggiare e a divertirsi, facendo divertire gli altri; gente giusta insomma per il mondo variegato dei locali d'Italia in primis i Bar.
RISANAMENTO GESTIONI vuole puntare su gente come te, appassionata, stravagante, extraordinaria, da vivere a tutto tondo per RESUSCITARE i corpi moribondi che marciscono nei locali del mondo.
Provaci anche tu, vieni nello staff STUDIOPIGI, il più pazzo d'Italia.
Attualmente cercasi collaboratori, p.r., animatori, cuochi, modelle, cubiste, giocolieri, artisti in ogni specialità, ma anche logorroici, collezionisti di ossa, streghe, maghi, incantatori di serpenti a sonagli, ex presidenti del consiglio con o senza parrucchino, sosia di Brunetta, fachiri, imbalsamatori, goduriosi del burlesque, discendenti di Tutankamon, cacciatori di mulini a vento, writers cimiteriali,  assassini seriali pentiti e personale dinamico di ogni genere per locali diurni, serali e notturni nella zona di Caserta/Napoli/Benevento.
Prossimamente per Porto Recanati e dintorni.
Vi aspettiamo numerosi!!!

giovedì 11 luglio 2013

PAZZA PAZZA MILANO

Vi siete mai chiesti quali saranno i locali più strani di Milano dove trascorrere delle serate davvero divertenti e fuori dagli schemi?  Fra i bar più strani e stravaganti vi è senza dubbio l’Absolut Icebar, in Piazza Gerusalemme. Qui l’arredamento è costituito da veri e propri blocchi di ghiaccio, per un divertimento alternativo e davvero glaciale!
Ma passiamo ad un locale meno freddo, ma senza dubbio altrettanto stravagante. Stiamo parlando del locale “4cento” di Milano, un locale davvero suggestivo, recuperato da una vecchia foresteria, per un ambiente che è il frutto di un design contemporaneo e un fascino antico, davvero accattivante! E che dire dell’Alchimia? Si tratta di uno dei più eleganti locali di Milano, un locale chic, davvero perfetto per coloro che amano l’arte più classica e senza tempo, per trascorrere una serata davvero alternativa e senza dubbio bellissima!
Fra i locali stravaganti e bizzarri della bella Milano, troviamo anche il Bhangra Bar. Chi ama l’atmosfera dell’India non potrà non fare una capatina in questo splendido locale, realizzato con pezzi originali indiani, dalla porta al bancone del bar, fino al bassorilievo in corridoio, per un risultato che vi lascerà senza dubbio senza fiato.
Per trascorrere una serata davvero stravagante, vi consigliamo anche il “Cappellaio Matto”, alle porte di Milano, oppure il “Crazy Jungle“, dove potrete gustare drink e trascorrere serate divertenti immersi nella natura più selvaggia.
Entrambi i locali portano la firma del RISANAMENTO STUDIOPIGI, con un incremento del giro d'affari di oltre il 60% !(ma certo Milano è Milano...).
Per un happy hour un po’ speciale vi consigliamo anche il “Frida“, anch’esso immerso nella natura, per un’atmosfera davvero rilassante ed emozionante, ideale per gli amanti dei fiori e delle piante.
E che dire del “Roialto“? Il Roialto è uno dei locali lounge bar più grandi d’Europa ed è stato creato da colui che verrebbe definito come il vero inventore dell’happy hour, Vinicio Valdo. Un locale davvero perfetto per trascorrere una serata all’insegna del lusso e della spensieratezza, non trovate? Infine, parliamo del “Notthingam Forest”, uno dei più gettonati cocktail bar di Milano. Con la sua atmosfera accogliente ed accattivante, o cocktail davvero ottimi, il Notthingam Forest rappresenta un luogo ideale per trascorrere serate in coppia o in comitiva!
Detto questo, quale sarà il vostro locale preferito a Milano? Fateci sapere!
Pietro Giaquinto
 
Locali più strani di Milano
 
 
 
4cento a Milano
 
 

AGGIORNATO IL DIRITTO PENALE DELLA CITTA' DEL VATICANO

Papa Francesco ha varato un’importante riforma della giustizia penale vaticana: molte norme erano ferme al 1929.
Papa Francesco abolisce l’ergastolo ma inasprisce le pene per gli abusi sui minori e la corruzione. Papa Francesco ha varato un’importante riforma della giustizia penale vaticana, che era ferma per molti aspetti al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all’indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano. Ha deciso di abolire la pena dell’ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni.
GLI ABUSI SUI MINORI - La riforma della giustizia del Vaticano introdotta da Papa Bergoglio attraverso un motu proprio comprende una ridefinizione della categoria dei delitti contro i minori come la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la vio lenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori. Si tratta di un passo importante: alle nuove norme dovranno rispondere tutti gli officiali, i dipendenti della Curia Romana, i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano.
IL RECICLAGGIO E IL TERRORISMO - Bergoglio ha adeguato la giustizia vaticana alle legislazioni internazionali anche in materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del terrorismo. Le nuove norme introducono anche figure criminose relative ai delitti contro l’umanità, provvedendo all’attuazione di molteplici Convenzioni internazionali, tra le quali: le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra; la Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000. «Questi interventi normativi – sottolinea la Sala Stampa della Santa Sede – si collocano nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano».
LA CORRUZIONE - Il motu proprio riguarda anche la corruzione: nelle nuove leggi penali «il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione», si legge nella nota vaticana. La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Così, «sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell’Autorità giudiziaria con l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni». Inoltre, «in linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale» è stato introdotto «un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie». È stata varata infine anche una nuova legge in materia di sanzioni amministrative che, precisa il comunicato, «ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l’efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici».
 
A presto il compendio di DIRITTO CANONICO del CT Pietro Giaquinto aggiornato con le nuove disposizioni in materia penale.

NUOVE SEDI STUDIOPIGI

Buone notizie, STUDIOPIGI copre nuove aree di interesse. Dopo Verona, Brescia e Rimini, arriva a PORTO RECANATI e CASERTA!
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Candidature per aree sinistri e Risanamento gestioni a studiopigi@yahoo.it.
A presto e BUONE VACANZE A TUTTI
Pietro

sabato 6 luglio 2013

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venerdì 5 luglio 2013

RISANAMENTO ESERCIZI PUBBLICI

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lunedì 1 luglio 2013

ANNO SCOLASTICO 2013-2014 ISCRIZIONI APERTE

Sono aperte le iscrizioni per assistenza allo studio per ragazzi scuola primaria e secondaria per l'anno scolastico 2013-2014.
 
LEZIONI DI GRUPPO
Come l'anno scorso, l'assistenza sarà totale per la scuola primaria di primo e secondo grado, personalizzata per la scuola secondaria.
Le tariffe restano invariate.
1 alunno 130 euro mensili
2 fratelli 200 euro mensili
La frequenza è trisettimanale a scelta degli interessati (lun-mer-ven oppure mar- giov- sab)
Orari a scelta degli interessati (14,30-16,30 oppure 16,30-18,30)
 
LEZIONI PERSONALIZZATE ED INDIVIDUALI SU SINGOLE MATERIE
da concordare con gli interessati
Possibilità di frequenza domenicale
Info 3425723582